Oggi le Tette delle Monache sono fortemente associate alla Puglia, in particolare al Foggiano e al Gargano, dove la ricetta viene tramandata di famiglia in famiglia e ogni pasticceria difende la propria versione.
Un nome che diverte - e una tradizione che permane
Sì, il nome significa "seni di monache": gli italiani giocano spesso con i nomi dei dolci, amano l'umorismo, l'esagerazione e la sottile ironia. Ma la cosa importante è che il sapore è assolutamente paradisiaco. Immaginate il pan di Spagna più soffice che si scioglie sulla lingua, un leggero ripieno di vaniglia o di panna montata, una dolcezza delicata, niente di pesante, niente di eccessivamente zuccherato.
In Puglia, la farcitura è spesso preparata come Chantilly + mascarpone, in modo che la crema sia morbida, fresca e solo leggermente dolce. Da mangiare lentamente. E abbinata al caffè amaro è la perfezione in sé.
E le altre regioni?
Le Tette delle Monache hanno attraversato l'Italia e nelle diverse regioni si sono sviluppate sottili variazioni. In Abruzzo sono le Sise delle Monache - 3 "cupole" unite in un'unica porzione e in Campania, per esempio, le Tette di Suora, che sono simili a quelle pugliesi, solo più piccole.
Non si tratta di copie, ma di tradizioni affini: stessa filosofia, mani diverse, dialetto diverso.
Come si preparano
La base è una leggera pasta di spagna (uova, zucchero, farina, vaniglia, un po' di scorza di limone). Viene cotta nella caratteristica forma rotonda, quindi riempita con cura di crema, che non deve essere pesante o burrosa.
Dove metterli per farli fruttare
In Puglia è meglio cercare le piccole pasticcerie a conduzione familiare. Spesso vengono venduti solo al mattino, perché sono freschi e spariscono in fretta. Chiedeteli in una pasticceria o in unpanificio (a volte anche le panetterie li sfornano): se ne sono rimasti pochi nella vetrina, siete fortunati, significa che sono amati dalla gente del posto.